Il ministro degli Esteri ucraino ha definito “vergognosa e ingiustificabile” la decisione dell’Unione europea di rimuovere due miliardari russi dalla lista delle sanzioni, esortando gli Stati membri ad adottare autonomamente misure a livello nazionale.
“Mosca festeggia perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l’umiliazione dell’Unione e la divisione tra gli europei”, ha scritto Andrii Sybiha su X dopo che i diplomatici hanno raggiunto l’accordo. “Ma c’è ancora un modo per rovinare i festeggiamenti a Mosca. Invito tutti gli Stati membri dell’Unione ad annunciare fin da ora che imporranno le proprie sanzioni nazionali a queste due persone”.
La dura reazione è arrivata dopo un compromesso raggiunto all’ultimo momento a Bruxelles. Dopo che la Lettonia ha ritirato il proprio veto, optando per una “astensione costruttiva”, gli ambasciatori dell’Unione europea hanno concordato martedì (22 settembre) di rimuovere Alisher Usmanov e Mikhail Fridman dalla lista nera, prorogando al contempo per tre anni le sanzioni nei confronti di circa 3.000 altre persone ed entità legate alla Russia. La procedura scritta formale deve ancora essere completata, ma l’accordo politico è stato raggiunto.
L’intesa ha posto fine a due settimane di stallo che avevano rischiato di far decadere l’intero regime di sanzioni individuali. La Francia aveva sorpreso i partner chiedendo la rimozione di Usmanov dalla lista, facendo riferimento a considerazioni di sicurezza nazionale ampiamente collegate agli sforzi per ottenere la liberazione di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian.
Il Lussemburgo aveva quindi chiesto lo stesso trattamento per Fridman, che ha avviato un’azione legale contro il Granducato per ottenere l’accesso a beni congelati per un valore di miliardi di euro. Anche la Slovacchia aveva spinto per la rimozione di Fridman. Gli Stati baltici e l’Ucraina si erano opposti, avvertendo che la decisione avrebbe premiato le pressioni e creato un precedente pericoloso. Il precedente rifiuto della Lettonia di approvare l’accordo nella serata di lunedì era stato l’ultimo ostacolo.
In cambio della rimozione dei due nomi dalla lista, le restanti sanzioni rimarranno ora in vigore fino al 2029, invece di essere rinnovate secondo il consueto ciclo di sei mesi. I diplomatici hanno descritto l’orizzonte temporale più lungo come il prezzo da pagare per garantire la permanenza del resto del regime sanzionatorio ed evitare che venisse meno l’unanimità.
Entrambi gli uomini sono sottoposti a sanzioni dal 2022. Inizialmente l’Unione aveva motivato le misure nei confronti di Usmanov citando i suoi stretti legami con Vladimir Putin e quelle contro Fridman facendo riferimento al suo presunto sostegno a politiche che minano l’integrità territoriale dell’Ucraina. Entrambi hanno respinto le accuse e contestato le sanzioni in tribunale. I loro patrimoni sono stimati nell’ordine di decine di miliardi di dollari.
Kyiv aveva già avvertito che qualsiasi allentamento delle sanzioni avrebbe inviato un segnale sbagliato mentre la Russia continua i suoi attacchi. Il presidente Volodymyr Zelensky aveva pubblicamente ringraziato la Lettonia per aver mantenuto la propria posizione e aveva chiesto un “rinnovo incondizionato” delle sanzioni finché Mosca non avesse compiuto passi concreti verso la pace. L’ultima dichiarazione di Sybiha va oltre, considerando la decisione a livello europeo come reversibile attraverso misure nazionali. Resta da vedere se qualche Stato membro seguirà il suo appello.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

